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Cybersecurity per Tutti: Piccolo Vademecum per la Sicurezza Digitale Quotidiana

Cybersecurity per Tutti: Piccolo Vademecum per la Sicurezza Digitale Quotidiana

La sicurezza digitale non è più solo una preoccupazione per esperti o grandi aziende: proteggere i propri dati è una responsabilità che riguarda tutti, sia nella vita personale che lavorativa. Con semplici accorgimenti quotidiani, puoi fare molto per evitare rischi come furto di dati, truffe o malware.

Ecco un piccolo vademecum (con un focus particolare sulle email di phishing verso gli inserzionisti Meta) che puoi seguire anche in azienda.

1. Password Forti e Sicure: La Prima Linea di Difesa

  • Usa password lunghe e complesse, combinando lettere maiuscole, minuscole, numeri e simboli.
  • Non riutilizzare la stessa password per account diversi.
  • Se l’hai a disposizione, affidati a un password manager per generare e salvare password sicure.

 

2. Abilita l’Autenticazione a Due Fattori (2FA)

  • Ogni volta che è possibile, aggiungi un livello extra di sicurezza.
  • La 2FA richiede un codice aggiuntivo, spesso inviato al tuo smartphone o generato da un’app, rendendo quasi impossibile accedere ai tuoi account senza il tuo dispositivo.

 

3. Riconosci e Gestisci le Email di Spam o Phishing

Le email sospette sono uno dei principali vettori di attacco informatico. Seguendo questi accorgimenti, puoi evitarle:

  • Controlla il mittente: Verifica sempre l’indirizzo email, non solo il nome del mittente. Un esempio: “assistenza@banche123.com” non è lo stesso di “assistenza@nomebanca.it”.
  • Analizza il contenuto: Diffida di email che usano toni urgenti o che chiedono dati personali.

Attenzione agli errori grammaticali o traduzioni approssimative, segnale di un tentativo di truffa.

  • Valuta link e allegati: Passa il mouse sopra i link (senza cliccare) per vedere l’URL reale.

Non aprire mai allegati non richiesti, soprattutto file con estensioni come .exe, .zip o .docm.

 

4. Aggiorna Sempre i Tuoi Dispositivi

Gli aggiornamenti non servono solo a migliorare le prestazioni, ma correggono vulnerabilità di sicurezza.

  • Mantieni sempre aggiornati sistema operativo, browser e software.
  • Installa un antivirus e controlla regolarmente il tuo dispositivo.

 

5. Evita Reti Wi-Fi Non Protette

  • Usa solo reti Wi-Fi sicure e protette da password.

 

6. Blocca e Proteggi i Dispositivi

  • Blocca sempre il tuo computer o smartphone quando ti allontani.
  • Evita di lasciare chiavette USB incustodite o con file sensibili accessibili.

 

7. Fai Backup Regolari

  • Salva i tuoi file importanti su un hard disk esterno o su una soluzione cloud affidabile.
  • I backup regolari ti proteggono da perdite accidentali o attacchi come ransomware.

 

8. Focus: Spam verso inserzionisti Meta

Quando inizi a fare pubblicità su Meta, potresti ricevere un aumento di email e messaggi sospetti. Questo avviene perché gli account pubblicitari sono spesso presi di mira da truffatori che cercano di rubare credenziali, accedere ai dati delle carte di pagamento o compromettere i tuoi annunci.

Tipi di Spam Comuni

  • Email di falso supporto Meta: Oggetti come “Il tuo account è stato disabilitato” o “Aggiorna il metodo di pagamento”.
  • Messaggi nei DM: Profili non verificati si spacciano per agenti Meta, promettendo supporto o risultati migliori.
  • False collaborazioni: Richieste di partnership con link sospetti.

Segnali di Truffa

  • Indirizzo email sospetto: Non ufficiale (@gmail.com, @meta-support.info).
  • Toni allarmistici: Frasi come “Agisci entro 24 ore”.
  • Richieste di dati: Meta non chiede mai password o informazioni bancarie via email o messaggi.
  • Link strani: Passa il mouse sui link per verificare che siano autentici (es. facebook.com).

Cosa Fare

  1. Non cliccare sui link o rispondere.
  2. Verifica direttamente dal Centro Assistenza Meta.
  3. Segnala il messaggio: usa “Segnala phishing” per email o segnala/blocca i profili sui social.
  4. Attiva l’autenticazione a due fattori: per proteggere il tuo account.

 

Conclusione: Ogni Gesto Conta

La cybersecurity non richiede competenze avanzate, ma attenzione e buone abitudini. Con questo piccolo vademecum, puoi proteggere te stesso e contribuire alla sicurezza aziendale.

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Il Motore di ricerca AI, firmato Meta: cosa aspettarsi?

Meta e il Nuovo Motore di Ricerca governato dall’AI

Il panorama del digital marketing è in continua evoluzione e, tra le novità più interessanti, spicca il nuovo motore di ricerca sviluppato da Meta. Con la crescente diffusione dell’intelligenza artificiale, questo strumento promette di trasformare il modo in cui gli utenti cercano informazioni online.

Un Motore di Ricerca All’Avanguardia

Meta, conosciuta per le sue piattaforme social Facebook e Instagram, sta ampliando il proprio orizzonte con un motore di ricerca che sfrutta l’AI. L’obiettivo è di migliorare l’esperienza utente, offrendo risultati più pertinenti e personalizzati. Si prevede che il motore di ricerca di Meta possa analizzare i comportamenti e le preferenze degli utenti per fornire informazioni mirate, rendendo la ricerca online più intuitiva e soddisfacente.

Le Opportunità per le Aziende

La nascita di un nuovo motore di ricerca offre numerose opportunità alle aziende che operano nel campo del digital marketing. Ecco alcuni aspetti chiave da considerare:

  1. Maggiore Visibilità: Con un nuovo attore sul mercato, ci sarà più spazio per le aziende che investono in strategie SEO efficaci. È fondamentale che le aziende comincino a pensare a come posizionarsi su questa nuova piattaforma.
  2. Nuovi Formati di Contenuto: L’introduzione di un motore di ricerca AI-driven potrebbe spingere le aziende a esplorare formati di contenuto che non hanno ancora testato. Video, articoli interattivi e contenuti visivi potrebbero diventare sempre più rilevanti per attrarre l’attenzione degli utenti.
  3. Evoluzione delle Strategie di Marketing: Le aziende dovranno adattare le proprie strategie per rispondere alle dinamiche di un nuovo motore di ricerca. Questo potrebbe significare rivedere le parole chiave, il tono e la forma dei contenuti per soddisfare le aspettative degli utenti.

Prepararsi al Cambiamento

Per affrontare (e non subire) questa novità, è utile considerare alcune azioni chiave:

  1. Monitoraggio delle Tendenze: Tenere d’occhio le tendenze del mercato sarà cruciale, in particolare per capire come si evolve e quali opportunità offre questo nuovo motore di ricerca.
  2. Investire nella Formazione: la formazione continua del proprio team è essenziale per navigare in un ambiente in rapida evoluzione, competitivo e rimanere al passo con le novità del settore.
  3. Sperimentare: Le aziende possono approcciare queste novità con un atteggiamento di sperimentazione, che può portare a scoperte interessanti e a un miglioramento graduale delle performance.

Conclusione

Il nuovo motore di ricerca di Meta rappresenta un cambiamento significativo nel panorama digitale.

Insieme, possiamo affrontare queste sfide e prepararci per un futuro in continua evoluzione. Seguiteci per ulteriori aggiornamenti e approfondimenti nel mondo del digital marketing!

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Social Media Marketing per PMI: questione di…Strategy!

Social Media Strategy: Il Segreto delle PMI per…ballare sempre a tempo!

Ormai lo sappiamo: le PMI non possono permettersi di restare indietro quando si tratta di social media.  È cruciale che ogni PMI investa saggiamente tempo e risorse nella costruzione di una strategia social media solida e ben definita.

In questo scenario competitivo, una presenza online dinamica non è solo utile, ma indispensabile. I social media offrono un palcoscenico dove le PMI possono espandere la loro visibilità, coinvolgere direttamente con il loro pubblico e costruire una marca forte e riconoscibile. Una strategia efficace non solo aumenta la visibilità del marchio, ma può anche generare un impatto significativo sulle vendite e sulla fidelizzazione dei clienti.

Visione a Lungo Termine nel Marketing
Spesso le PMI si concentrano esclusivamente sui risultati immediati, trascurando la visione a lungo termine nel marketing. Una strategia di social media ben pianificata non solo permette di conseguire risultati immediati ma aiuta anche a costruire una presenza online sostenibile, incrementando costantemente la brand awareness e la fedeltà dei clienti nel tempo.

Importanza dei Contenuti di Qualità
Non sottovalutare mai il potere dei contenuti di qualità. Secondo uno studio di Demand Metric, i contenuti di marketing sui social media costano il 62% in meno rispetto al marketing tradizionale e generano circa 3 volte più lead. Post ben scritti, grafiche accattivanti e video informativi non solo attraggono e coinvolgono il pubblico, ma dimostrano anche la professionalità e l’affidabilità dell’azienda, costruendo un rapporto più solido con i clienti nel lungo periodo.

Sponsorizzazioni: Un Investimento Necessario
Molte PMI non investono abbastanza nelle sponsorizzazioni sui social media, perdendo l’opportunità di raggiungere un pubblico più ampio e mirato. Secondo una ricerca di Hootsuite, le aziende che investono in pubblicità sui social media hanno un tasso di conversione del 30% superiore rispetto a quelle che non lo fanno. Le campagne sponsorizzate ben strutturate aumentano la visibilità, attraggono nuovi clienti e generano lead qualificati, contribuendo così a migliorare le performance complessive dell’azienda.

Template Grafico e Sponsorizzazioni

Template Grafico
Un template grafico professionale assicura coerenza visiva e riconoscibilità del brand. Utilizzare il logo e i colori aziendali, mantenere una tipografia uniforme e selezionare immagini di alta qualità sono fondamentali per garantire un’immediata identificazione del brand da parte del pubblico. Integrare chiari Call to Action (CTA) in ogni post migliora l’engagement e guida i potenziali clienti verso azioni concrete.

Sponsorizzazioni
Investire nelle campagne sponsorizzate è cruciale per ampliare il proprio reach e ottenere risultati tangibili. Utilizzare strumenti avanzati di targeting permette di raggiungere il pubblico giusto, ottimizzando il ritorno sull’investimento. Stabilire un budget realistico e creare annunci coinvolgenti sono passi essenziali per massimizzare l’efficacia delle campagne. Monitorare costantemente i risultati e adattare le strategie in base ai dati raccolti assicura un miglioramento continuo delle performance.

Conclusione
Per le PMI, una strategia di social media ben sviluppata non è solo una necessità, ma un investimento strategico per il futuro. La produzione costante di contenuti di qualità e gli investimenti mirati in sponsorizzazioni non solo migliorano la visibilità e l’engagement online, ma portano a risultati misurabili e duraturi, fondamentali per il successo a lungo termine. Non aspettare oltre: inizia a costruire la tua strategia di social media oggi stesso, per garantire la crescita e la stabilità della tua PMI nel panorama digitale competitivo di oggi.

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Reputazione Aziendale 2.0: Come l’Era Digitale Ridefinisce il Successo

L’importanza della Reputazione Aziendale nell’era digitale

Nell’attuale scenario aziendale dominato dalla digitalizzazione e dalla trasparenza, la reputazione aziendale è diventata un elemento critico per il successo e la sostenibilità delle imprese.

 Alla luce di questo, qual è l’importanza della reputazione nelle aziende odierne? Quali sono gli impatti? E in che modo le organizzazioni possono costruire e gestire efficacemente la propria immagine?

  • Fiducia e Credibilità

La reputazione di un’azienda influenza direttamente il grado di fiducia che i clienti, gli investitori e gli altri stakeholder hanno nei suoi confronti. Un’azienda con una reputazione solida e positiva gode di maggiore credibilità sul mercato, il che si traduce in un vantaggio competitivo significativo. La fiducia dei consumatori è fondamentale per l’acquisizione ed il mantenimento di dei clienti.

  • Talent Attraction

Un’azienda con una reputazione positiva è in grado di attrarre e trattenere i migliori talenti nel mercato del lavoro. I professionisti qualificati cercano aziende che sono considerate etiche, innovative ed orientate al benessere dei dipendenti.

  • Resilienza e Posizionamento sul mercato

La reputazione di un’azienda può fungere da ammortizzatore durante i periodi di crisi o difficoltà, permettendo di superare le crisi senza subire danni significativi alla sua immagine. Inoltre, trasparenza, coerenza e tempestività nella gestione della crisi possono aiutare a preservare la fiducia degli stakeholder e minimizzare l’impatto negativo sul business.

  • Posizionamento sul mercato

In un mercato affollato e competitivo, la reputazione può essere un importante fattore di differenziazione. È un vantaggio strategico che consente all’azienda di posizionarsi come leader del settore e mantenere una base clienti fedele.

  • Crescita e sostenibilità a lungo termine

Le aziende che investono nella costruzione e nella gestione della propria reputazione sono più resilienti agli shock esterni, più attraenti per gli investitori e si adattano più facilmente ai cambiamenti del mercato. La reputazione può diventare dunque un asset strategico che contribuisce al successo ed alla prosperità nel lungo termine.

In Conclusione, costruire una reputazione solida richiede impegno, coerenza e trasparenza ma i benefici a lungo termine ne rendono ampiamente valido lo sforzo.

📧 Se sei interessato ad approfondire i nostri servizi di Ricerca e Selezione e/o Gestione del personale, contattaci all’indirizzo bfaimpresa@bfamail.com

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Creatività automatiche per i Reels: il test di Meta

Il mondo del marketing digitale è in continua evoluzione e sappiamo quanto sia importante per le aziende adattarsi rapidamente per mantenere il passo.
A tal proposito, Meta, l’azienda madre di Instagram e Facebook, ha recentemente lanciato un nuovo esperimento che potrebbe rivoluzionare la gestione dei contenuti Reels delle pagine aziendali. Questa innovazione consiste in un processo automatizzato progettato per ottimizzare le performance dei video attraverso l’utilizzo di varianti creative, senza che sia necessario intervenire manualmente nella creazione del contenuto.

Che cosa significa? 

L’AI analizza i video esistenti e crea automaticamente diverse versioni dello stesso video, ognuna con modifiche creative. Queste varianti possono includere cambiamenti nell’editing, nei filtri, negli effetti, nella musica di sottofondo o nei sottotitoli. L’obiettivo è trovare le versioni che attirano di più l’attenzione del pubblico e ottengono migliori risultati in termini di visualizzazioni, like e condivisioni. Tutto questo avviene senza che gli utenti debbano modificare manualmente i contenuti, risparmiando tempo e migliorando l’efficacia delle campagne di marketing.

L’origine del Reels 

I Reels di Instagram sono stati lanciati ad agosto 2020 in risposta al crescente successo di TikTok, la piattaforma di video brevi (e non solo, ormai) che ha rivoluzionato il modo in cui gli utenti producono e fruiscono dei contenuti digitali.

I Reels nascono come video brevi, generalmente della durata di 15-30 secondi, e la loro popolarità è cresciuta rapidamente grazie alla loro capacità di raggiungere un vasto pubblico, anche al di fuori della cerchia dei followers esistente. 

Le nuove implementazioni di Meta per ottimizzare i Reels

Meta ha riconosciuto il potenziale di questo strumento e ha iniziato a sviluppare nuove funzionalità per ottimizzarne l’uso, rivolgendosi soprattutto alle aziende che possono trarre grande beneficio da un maggiore engagement con il proprio pubblico.

Il nuovo test “Auto A/B” di Meta è un esempio di questa innovazione. Questo strumento consente ai gestori di pagine di sperimentare con diverse versioni dei loro Reels, variando didascalie, copertine e altri elementi fondamentali del contenuto, per identificare automaticamente le versioni che possono ottenere le migliori prestazioni. Lo scopo è quello di massimizzare l’efficacia delle campagne pubblicitarie sulla piattaforma, ottimizzando la creatività per adattarsi ai formati Reels più performanti o in trend.  

Vantaggi e svantaggi per le aziende 

Attualmente, il test è limitato a un gruppo selezionato di pagine, ma una volta pienamente implementato, sarà interessante valutare e confrontare i risultati delle prestazioni tra le strategie creative consigliate da Meta e quelle sviluppate internamente dai gestori delle pagine.

Queste recenti innovazioni introdotte da Meta potrebbero rappresentare una svolta significativa nel panorama del marketing digitale, specialmente per le aziende più piccole che cercano di intensificare la loro presenza online. 

L’automazione del processo creativo attraverso strumenti come l’Auto A/B testing offre molteplici vantaggi, ma comporta anche alcuni rischi su cui vale la pena riflettere. 

Da un lato, l’ottimizzazione del tempo è uno dei benefici più evidenti. L’automazione permette ai gestori di pagine aziendali di risparmiare ore preziose, delegando agli algoritmi il compito di creare e testare più versioni dei contenuti. Questo non solo richiede l’impiego di un minor numero di persone, ma consente anche di ottenere rapidamente dati accurati per migliorare l’engagement e la visibilità dei Reels.

Inoltre, l’accesso a strumenti avanzati di ottimizzazione consente anche alle realtà più piccole, spesso limitate da budget ridotti, di migliorare le proprie campagne di marketing e consolidare la presenza online con uno sforzo economico più sostenibile.

Dall’altro lato, però, queste nuove implementazioni possono comportare dei rischi

Affidarsi troppo agli algoritmi di Meta potrebbe ridurre la creatività e l’autenticità dei contenuti, portando a messaggi troppo standardizzati e meno identificativi del brand. 

Inoltre, l’utilizzo intensivo di algoritmi e intelligenza artificiale solleva preoccupazioni riguardo alla privacy e alla gestione dei dati degli utenti, un aspetto che le aziende devono monitorare sempre con attenzione.

Sperimentare le novità con consapevolezza 

Alla luce di queste considerazioni, è evidente che l’adozione delle nuove funzionalità di Meta offre opportunità significative ma richiede un approccio equilibrato e consapevole

È fondamentale che le aziende bilancino l’automazione con l’intervento delle proprie risorse umane per mantenere l’autenticità dei contenuti e assicurarsi che questi siano in linea con ciò che si vuole comunicare del brand. 

Conclusioni

E tu, cosa ne pensi? Quali sono i tuoi timori o aspettative riguardo all’uso di strumenti di automazione come quelli proposti da Meta? 

Se ti sei posto una di queste domande:

1) Come posso migliorare la presenza del mio business sui social? 

2) Che tipo di contenuti dovrei pubblicare?

3) Come posso sfruttare gli strumenti a disposizione per creare contenuti ingaggianti e ampliare il mio pubblico?

Noi possiamo aiutarti.

Contattaci per una consulenza gratuita. Troviamo assieme la migliore strategia per il tuo business e per la tua crescita sulle piattaforme Meta e non solo. 

Scrivici all’indirizzo bfaimpresa@bfamail.com, chiamaci al numero 0444 325150 o contattaci su LinkedIn.

 

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Linkedin: un efficace strumento di marketing per le aziende

Linkedin, inizialmente creato come social network per la ricerca di lavoro, negli ultimi anni si è trasformato in un’efficace strumento di marketing per le aziende. Infatti, sono sempre più numerose le imprese che sfruttano questa piattaforma per generare opportunità di business e incrementare le vendite.

Per manager e imprenditori la presenza su Linkedin è diventata cruciale: è fondamentale curare il proprio profilo personale, mantenerlo attivo e ampliare la propria rete di contatti. In questo modo, non solo si facilita il collegamento con figure di rilievo nel proprio settore, ma si ha anche l’opportunità di entrare in contatto con potenziali clienti interessati ai prodotti o servizi offerti.

Approccio 1 to 1 su Linkedin

Linkedin può essere utilizzato come strumento di marketing anche attraverso l’approccio 1 to 1.  Questa strategia prevede una serie di passaggi, partendo dalla richiesta di collegamento fino alla proposta di un appuntamento, mirando a coinvolgere utenti target. L’obiettivo è far conoscere l’azienda e trasformare gli utenti in potenziali clienti.

Gli step previsti sono:

  • Richiesta di collegamento;
  • Messaggio di ringraziamento;
  • Presentazione dell’azienda: un messaggio personalizzato con cui si presenta l’azienda, accompagnato da materiale informativo (e-book) o dal link del sito aziendale;
  • Richiesta di un appuntamento: messaggio finale con il quale si mira a ottenere un incontro diretto o una call conoscitiva.

Quali sono i vantaggi?

L’attività 1 to 1 su Linkedin è importante poiché mette in relazione le aziende con persone in target, che potrebbero essere interessate ai servizi e prodotti offerti. Inoltre, risulta particolarmente efficace, in quanto prevede una comunicazione personalizzata e diretta tra due utenti, che non viene percepita come spam o pubblicità.

Questo approccio quindi trasmette fiducia, e permette di creare possibili collaborazioni, trasformando molti utenti in veri e propri clienti.

L’importanza di monitorare l’attività e i risultati

Per massimizzare l’efficacia di questa strategia, è fondamentale monitorare l’intero processo. Grazie all’utilizzo di Excel, è possibile registrare le aziende e le persone contattate, con le relative date dei messaggi. In questo modo si ottiene una panoramica chiara dell’avanzamento dell’attività e dei risultati ottenuti.

Infine, il monitoraggio dei lead, sia intesi come appuntamenti fissati sia come indirizzi email ottenuti da figure interessate, è essenziale per valutare l’efficacia complessiva di questa strategia.

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Il Social Recruiting su LinkedIn: un mezzo non solo per i Recruiter

LinkedIn non è solamente un social network utilizzato dai recruiter. Infatti, può – e deve essere –  uno strumento utile anche per il candidato che vuole “essere cercato” per un’eventuale opportunità di lavoro. Spesso, i recruiter sono in difficoltà nello svolgere la ricerca su LinkedIn, sia a causa della difficoltà di trovare profili adeguati al settore in cui si sta cercando, sia perché gli utenti non colgono le grandi potenzialità nascoste in questa piattaforma.

Cosa dovrebbe fare il candidato?

LinkedIn è un social network a tutti gli effetti e, come tale, richiede un certo investimento di tempo: se usato bene, può essere un’ottima vetrina. In altri termini, il candidato deve essere in grado di farsi trovare, rendendo quindi il suo profilo chiaro, trasparente ed interessante. Sul lato pratico, spesso si osservano profili incompleti e spenti (ad esempio, senza alcuna foto). Un profilo, per essere considerato attraente da parte del recruiter, dovrebbe trasmettere credibilità e completezza, inserendo anche qualcosa di personale (ma comunque utile ai fini della selezione), ponendosi domande come:

  • cosa faccio?
  • che problemi risolvo?
  • che impressione voglio dare come persona?
  • quali sono i miei hobby?

Di fatto, nonostante si tratti di un profilo professionale, si possono evidenziare anche gli hobby e le passioni, in quanto spunti importanti per fornire elementi di discussione durante un eventuale colloquio. Anche l’inserimento di keyword è significativo, in quanto il recruiter, nel momento in cui avvia una ricerca, lo fa attraverso parole chiave per individuare il profilo più adatto alle sue esigenze.

Cosa dovrebbe fare il recruiter?

Evidentemente, dall’altro lato, anche il profilo del recruiter deve essere completo, adeguato e credibile, in quanto ne va della sua reputazione come professionista. In effetti, il candidato incuriosito deve poter trovare conferma della professionalità e veridicità delle informazioni nel profilo del suo recruiter.

Inoltre, si osserva che un errore comune commesso dai recruiter è quello di non creare una community importante, ma usare LinkedIn come un semplice database di CV: si sminuisce, così, il concetto della piattaforma “sociale”. Questo aspetto è importante, perché solo creando una vera community e solo se usato con intelligenza e professionalità, LinkedIn può essere impiegato come mezzo per trovare, coinvolgere, costruire e coltivare relazioni con potenziali candidati.

Concludendo, nella fase di ricerca di lavoro, sia dal lato del candidato che dal lato del recruiter, ciò che conta veramente sono le relazioni, la credibilità, il personal brand e la completezza del profilo per costruire un rapporto con le persone. Il tempo ben investito porterà sicuramente a dei buoni risultati.

Digital trasformation

Digital Transformation: un abilitatore per la trasformazione interna dell’azienda, non solo upgrade tecnologico

Sempre di più il termine Digital Transformation è entrato nel vocabolario quotidiano delle aziende. Se ne parla a tutti i livelli: ne parla l’imprenditore, ne parlano i manager e ne parlano le persone che gestiscono le attività quotidiane dell’ufficio.

È probabilmente uno dei “trend topic” del momento ed è difficile trovare un’azienda che non stia sperimentando progettualità di trasformazione digitale. Il tema e la sua rilevanza sono stati ribaditi una volta in più durante lo scorso G20 in Indonesia di fine 2022.

Una delle definizioni che, secondo me, ne restituisce una fotografia realistica può essere la seguente:

“un insieme di cambiamenti abilitati dalle nuove tecnologie, in termini: operativi, gestionali, organizzativi, manageriali e di cultura interna.”

Io ritengo che la Digital Transformation debba essere un’occasione per ripensare e semplificare il modo di lavorare in azienda, facendo leva sulle nuove tecnologie.

Non deve essere una copia digitale delle attuali modalità di lavoro o un mero upgrade tecnologico. Il tutto tenendo sempre bene in considerazione il problema da risolvere e/o il vantaggio che si vuole conseguire.

Quali aspetti prendere in considerazione?

Nell’equazione della Digital Transformation quindi si possono tenere in considerazione tre elementi:

  1. Tecnologia quale fattore abilitante di nuovi modi di lavorare;
  2. Valore e/o vantaggio creato dall’usare nuovi strumenti di lavoro;
  3. Livello di adozione della tecnologia da parte delle persone nella quotidianità e conseguente sviluppo di nuove competenze in azienda.

Per questo motivo credo che le Funzioni HR debbano sempre di più partecipare attivamente ai progetti di trasformazione digitale, mettendo in campo tutti i loro strumenti di supporto e affiancamento alle persone affinché ogni progetto digitale possa divenire un caso di successo.

Alcuni esempi possono essere:

  • formazione e upskilling di team e persone;
  • analisi e riprogettazione di ruoli e responsabilità all’interno dell’organizzazione;
  • ottimizzazione dei processi interni, eliminando le attività a basso valore aggiunto;
  • attivazione di percorsi di adozione e change management;
  • comunicazione interna ed ingaggio delle persone;

e non solo!

Da dove partire, quindi?

Le esperienze progettuali degli ultimi anni mi portano a suggerire di applicare una metodologia specifica di gestione dei progetti di trasformazione digitale, basata su:

  1. Creare un team di progetto, già dalle prime battute, che sia multidisciplinare tra IT, Business e HR;
  2. Operare uno scouting delle tecnologie di mercato per le specifiche esigenze e/o obiettivi e raccogliere informazioni su best practises ed opportunità create dall’adozione della nuova tecnologia;
  3. Gestire il progetto di trasformazione digitale in modo integrato, mettendo al centro le persone per un’efficace adozione della tecnologia.

Il successo risiede nell’armonizzare queste 3 componenti affidando un mandato chiaro ai manager dell’azienda.

Articolo blog_linkedin per ricerca talenti

3 consigli per lanciare un’offerta di lavoro efficace su Linkedin.com

LinkedIn sta crescendo ad una velocità incredibile. Lo dicono i numeri: si registrano alla piattaforma più di 2 nuovi utenti al secondo.
Questo come si traduce per le aziende e i Recruiter presenti su LinkedIn?
Poter attingere ad una rete di candidati e potenziali clienti / collaboratori sempre più ampia e varia. Solo in Italia, infatti, ci sono attualmente 16 milioni di iscritti.

Se in questo momento sei alla ricerca di nuove Risorse da inserire nella tua azienda, LinkedIn può essere lo strumento giusto. Esiste, infatti, una funzionalità che permette di pubblicare offerte di lavoro, sia gratuitamente che a pagamento.
Per accedervi è necessario cliccare in alto a destra sulla voce “Lavoro” e cliccare su “Pubblica un’offerta di lavoro”.

3 consigli per lanciare un'offerta di lavoro efficace su Linkedin.com   Pubblica unofferta

Per sfruttare a pieno le potenzialità di questo strumento e facilitare il lancio della tua prossima offerta di lavoro, voglio darti alcuni consigli pratici.

1. Inserisci la qualifica che descrive al meglio la persona che stai cercando

La prima informazione che ti viene richiesta per trovare il candidato giusto è inserire la qualifica. LinkedIn te ne proporrà una lista tra le quali scegliere.
Se, però, nessuna di queste calza a pennello con la tua ricerca, non temere: potrai inserirne una personalizzata, che descrive al meglio la risorsa che stai cercando.

3 consigli per lanciare un'offerta di lavoro efficace su Linkedin.com   Interfaccia

2. Sii esaustivo nella job description

La job description deve fornire tutti i dettagli sulla posizione in modo chiaro e dettagliato.

Non dimenticare, dunque, di riportare:
– Una breve descrizione della tua azienda
– Le attività che andrà a svolgere la risorsa
– Le skills (soft e hard) che si richiedono al candidato
– La natura del contratto, i benefit previsti e la RAL

3 consigli per lanciare un'offerta di lavoro efficace su Linkedin.com   Descrizione

Fai attenzione a non discriminare i candidati per genere, età, sesso, orientamento politico, ecc. LinkedIn potrebbe bloccarti l’annuncio.

3. Non dimenticare le competenze!

Inserisci le competenze che deve possedere il candidato.
In questo modo l’algoritmo raggiungerà le persone che risultano più in linea con la tua ricerca. 

3 consigli per lanciare un'offerta di lavoro efficace su Linkedin.com   Competenze

Se ti interessa approfondire il tema relativo alle Risorse Umane, contattaci all’indirizzo e-mail consulenza@bfaimpresa.com oppure visita il nostro sito web.

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Tutti i dati per conoscere lo scenario digital e social del 2022

È fresco di pubblicazione il tanto atteso report di We are social, in collaborazione con Hootsuite, con una serie di dati aggiornati sull’utilizzo di Internet e di strumenti digital assolutamente da conoscere.

Quante persone nel mondo utilizzano i Social Media?
Quali sono quelli più usati?

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we are social – Digital 2022

Rispetto all’anno precedente, il numero di persone che utilizzano i social media è cresciuto oltre il 10%, raggiungendo i 4,62 miliardi di persone, circa il 58,4% della popolazione mondiale, oltre il 71% di quella italiana e il 93,4% degli utenti di Internet.

Alla domanda “quale piattaforma social preferisci”, al primo posto troviamo WhatsApp (15,7%), seguito da Instagram (14,8%) e Facebook (14,5%). Più indietro TikTok (4,3%), che risulta comunque l’app più scaricata nel 2021.

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we are social – Digital 2022

Quanto tempo passiamo ogni giorno sui Social Media?
Per quale motivo?

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we are social – Digital 2022

Se guardiamo il tempo medio speso quotidianamente sui Social Media, l’Italia si attesta su circa 1 ora e 47 minuti.

A partire dal lockdown 2020, il tempo medio speso sulle piattaforme social è mano a mano cresciuto, attestandosi nel 2021 a 2 ore e 27 minuti al giorno, circa il 35% del tempo trascorso online.

La piattaforma dove si passa più tempo è YouTube, circa 24 ore al mese, seguito da Facebook e TikTok con 19,6 ore ciascuno.

Perché spendiamo così tanto tempo sui social?

Tra le motivazioni principali:

  1. Restare in contatto con parenti e amici
  2. “Riempire” il tempo libero
  3. Leggere novità
  4. Trovare contenuti
  5. Scoprire di cosa si parla intorno a noi

Come si comporta l’Advertising sui Social Media?

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we are social – Digital 2022

I social rappresentano decisamente ambienti fondamentali per raggiungere i consumatori.

L’audience Adv di gennaio 2022 su Facebook è di 2 miliardi e 100 milioni di persone, su TikTok si attesta a 885 milioni di persone ed infine quella su YouTube a 2 miliardi e 500 milioni.

Grazie all’advertising sui social, oltre 1 persona su 4 scopre nuovi brand, prodotti o servizi, un risultato non molto distante da quello della TV e dei motori di ricerca.

Oltre alla scoperta quasi 1 persona su 4 segue attivamente brand sui social e 1 su 8 tende a condividere contenuti dei brand che segue su base mensile.

In sintesi:

Facebook rimane la piattaforma più utilizzata al mondo con 2,91 miliardi di persone e con una crescita del 6,2% nell’ultimo anno (+170 milioni di utenti).

TikTok continua a crescere. Questa piattaforma rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per i marketers durante la fase di sviluppo delle creatività per le campagne social.

E LinkedIn?

Ha vissuto un anno di grazia con un aumento nel numero di utenti registrati dell’11%. Crescita che porta il totale di utenti iscritti a oltre 808 milioni a gennaio 2022.

Dunque, come si devono comportare i brand?

Per i brand diventa fondamentale essere presenti su queste piattaforme comunicando non solo il proprio prodotto o servizio, ma soprattutto contenuti di valori che permettano di esaltare il brand nella sua essenza.

Diventa sempre più importante, inoltre, mettere al centro della propria strategia di comunicazione i clienti e i propri collaboratori, costruendo con loro una relazione di fidelizzazione ed empatia.

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Un imprenditore per ogni tempo o un manager per ogni momento dell’azienda? Parola d’ordine: Restartup

Al di là della bibliografia in materia di aziende, l’esperienza maturata al loro fianco mi ha portato sempre a valutare il “ciclo di vita dell’impresa” per comprendere a quale stadio appartenesse l’azienda in esame e inquadrarne il cosiddetto quadro clinico. 

Non basta, infatti, l’esame dei dati contabili di un’impresa per ricavare le informazioni utili a valutare la gravità dello stato clinico e gli eventuali interventi necessari per la cura.

Bisogna invece attuare un’azione di RESTARTUP

Perché le aziende decidono di affrontare questo tema solo quando si trovano a uno stato vicino al declino, dove spesso il punto di non ritorno è già stato ampiamente superato?

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Da qui nasce la domanda del titolo dell’articolo: un imprenditore è idoneo a gestire in prima persona tutte le fasi della propria azienda?

Oggi più che mai il passato aziendale non è più un punto di riferimento o momento di vanto per l’imprenditore. Neanche i dati sono spesso più comparabili e lo scenario esterno è in continuo cambiamento.
L’imprenditore si trova a destreggiarsi quindi con azioni difensive piuttosto che di attacco. 

Un’azienda deve Restarttappare almeno ogni tre anni e ciò vuol dire che nel mentre si sta attuando il piano industriale occorre già iniziare a mettere le basi per il piano successivo. Ma cosa vuol dire questo?

Cerchiamo di capirlo andando ora ad analizzare sinteticamente le varie fasi del ciclo di vita aziendale, correlandole alle tipologie delle strutture organizzative.

Fasi del ciclo di vita aziendale

 

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Fase della nascita

La prima fase è quella della nascita. Nel momento in cui un’Impresa nasce:

  • si percepisce un alto livello di energia e di eccitazione e vi è un diffuso spirito di collaborazione e di integrazione tra gli individui. Ci si sente pionieri in un’avventura sfidante e questo genera gratificazione e appagamento sul lavoro. La flessibilità è massima. 
  • generalmente, non sono state ancora ben definite la vision, la mission, le strategie eppure lo spirito di identificazione nell’idea imprenditoriale è alto, tutti sono allineati con l’imprenditore nel conseguimento dei primi obiettivi e le motivazioni sono legate a questo target.
  • il clima aziendale è libero da pregiudizi, gelosie e preconcetti, tutti tendono a essere creativi e propositivi, le competenze non sono codificate, il livello di burocratizzazione è nullo, le gerarchie impercettibili. 
  • l’immagine dell’impresa verso il mondo esterno è in fase di costruzione. I rapporti con i clienti sono buoni, anche se spesso il prodotto offerto risente di una certa politica del trial and error; arrivano, infatti, alcuni reclami, ma l’organizzazione interna è fortemente orientata a recepirli, anzi a cercare di fidelizzare il cliente che reclama.

Fase dello sviluppo (che noi amiamo chiamare CRESCITA)

Nella fase dello sviluppo o della crescita, l’Impresa conosce un momento di forte espansione:

  • i clienti apprezzano i prodotti offerti, la reputazione dell’azienda fa sentire i collaboratori orgogliosi di lavorare per quell’impresa e l’organico incomincia a crescere per soddisfare la domanda; 
  • si raggiunge il punto di pareggio tra costi e ricavi e arrivano i primi utili. Il livello di energia e di eccitazione è ancora alto e c’è anche un diffuso senso di euforia per i risultati raggiunti.

L’impresa inizia a conoscere però anche alcuni aspetti negativi:

  • non è possibile, infatti, soddisfare le aspettative di tutti; alcuni pensano che l’azienda non riconosca pienamente gli sforzi e i sacrifici del periodo precedente e danno le dimissioni, passando, magari a un’azienda concorrente; 
  • si cominciano a osservare i primi schemi precostituiti per la soluzione dei problemi e si dà meno spazio a creatività e nuove proposte. 
  • si nota l’inizio di una certa formalizzazione nei rapporti interpersonali e vi è meno spontaneità, la conoscenza inizia a essere gerarchizzata.

Fase della maturità (che noi amiamo definire del CAMBIAMENTO)

Durante la fase della maturità del ciclo di vita aziendale si acquisiscono i massimi risultati economico-finanziari.
Il prodotto dell’impresa è, ormai, noto e affermato sul mercato, i clienti sono soddisfatti, l’impresa ha definito in dettaglio vision, mission e strategie di medio-lungo periodo.

I problemi emersi nella fase precedente, però, si sono acuiti e ne sono nati altri:

  • non si avvertono più l’energia e l’eccitazione delle fasi precedenti; alcuni collaboratori della fase pionieristica se ne sono andati e i nuovi assunti non hanno vissuto quel particolare momento; 
  • l’impresa va bene ed è diffusa l’idea che debba andare bene ancora per molto, ma le motivazioni e le ragioni di soddisfazione per i dipendenti vanno scemando; creatività e spirito di iniziativa hanno lasciato il posto all’esecuzione formale di compiti definiti; 
  • si nota un calo di tensione nella ricerca di nuovi mercati, nuovi prodotti e soluzioni innovative; l’organizzazione è più rigida e burocratica.
  • Man mano che l’Impresa inizia a diversificare i propri prodotti e i propri mercati di sbocco, si passa a un tipo di organizzazione funzionale, che si trasforma in organizzazione per progetto quando l’innovazione diviene un’attività fondamentale per l’azienda.
  • L’evoluzione verso l’organizzazione divisionale avviene quando l’azienda, per sopravvivere, deve diversificare su nuovi prodotti e su nuovi mercati, e l’intensificazione dell’innovazione porta a un incremento dei progetti di innovazione, portando l’azienda ad abbracciare la struttura a progetto a matrice.
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Le fasi della gestione aziendale

Vi è una correlazione tra gli stadi di sviluppo dell’organizzazione e le fasi della gestione aziendale:

  • da uno stadio imprenditoriale, caratterizzato dalla creatività, si passa (dopo una crisi da “bisogno di leadership”) allo stadio di collettività, dove è importante la definizione di una direzione chiara per l’azienda; 
  • dopo una crisi da “bisogno di delega con controllo“, necessaria per affrontare la crescita di complessità dell’organizzazione, l’aggiunta di sistemi di controllo interni porta allo stadio della formalizzazione, e quindi all’appesantimento burocratico dell’azienda; l’ultimo porta alla crisi da “bisogno di gestire un’eccessiva burocrazia” e al conseguente stadio di elaborazione di soluzioni alternative, caratterizzato dallo sviluppo del lavoro di gruppo.
  • la crisi da “bisogno di rivitalizzazione” può portare allo snellimento organizzativo (al ritorno alla filosofia della piccola impresa), alla maturità portata avanti nel tempo grazie all’innovazione continua, o al triste declino, dove l’imprenditore continua ad operare tra la stanca indifferenza dei collaboratori. 

Fatte queste considerazioni, in base alle qualità intrinseche dell’imprenditore occorre capire quale di queste fasi è più vicina alla sua situazione.
Se, cioè, i segnali di crisi vengono individuati per tempo, si può pensare a una formazione manageriale ad hoc per l’imprenditore, altrimenti occorre pensare a figure esterne, consulenti e/o temporary manager che lo affianchino per affrontare in particolare le fasi della maturità/cambiamento.

In conclusione…

Il fattore tempo è determinante nella riuscita dei piani di rilancio così come la fiducia che si deve instaurare all’interno del team. Inoltre, gioca un ruolo chiave anche la capacità di trasferire alcuni concetti di visione e di indirizzo a tutto lo staff.

Infatti, vediamo che anche i grandi gruppi spesso cambiano il management di vertice delle proprie società perché in base all’analisi del momento storico e alle molteplici situazioni occorrono qualità e approcci diversi. 

Vuoi conoscere più da vicino il tema del Restartup e come potrebbe aiutare la tua azienda?

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L’Inbound Marketing è una strategia vincente?

Una buona strategia di marketing può aiutare davvero gli utenti a trovare quello di cui hanno bisogno senza essere bombardarti quotidianamente da pubblicità invasive?
La risposta è sì.
Come? Attraverso l’Inbound Marketing.

Cos’è l’Inbound Marketing?

L’Inbound Marketing è, per definizione, un approccio customer-centrico. Ovvero una strategia di marketing integrata, volta ad attirare i potenziali clienti creando contenuti di valore ed esperienze customizzate per loro.

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Quando e perché scegliere l’Inbound Marketing?

Il marketing tradizionale, noto anche come outbound marketing, punta ad una comunicazione mono-direzionale, tramite attività pubblicitarie di vario genere.
Questo approccio prevede che l’azienda e i suoi prodotti o servizi vengano spinti all’esterno verso un target molto ampio.
Questo metodo ha funzionato, ma ora, in questo periodo storico, ha un ritorno sull’investimento (ROI) molto basso e spesso finisce con l’irritare chi subisce la pubblicità invasiva.


L’inbound, invece, si concentra sulla creazione di contenuti di valore che possono interessare il potenziale cliente tanto da attirarlo nel tuo sito web, sulla pagina social o sulla landing page, ecc.
Con l’inbound non sei tu, azienda, ad andare dal potenziale cliente, ma è lui a cercare te.

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In questa metodologia è importante il contenuto?

La soluzione migliore per incuriosire ed attirare i potenziali clienti, senza l’utilizzo di pubblicità massiva e per fare in modo che conoscano e apprezzino il tuo brand, è quello di offrire contenuti di qualità creati appositamente per loro, che soddisfino i loro bisogni, le loro curiosità e che possano in qualche modo essere loro d’aiuto nelle problematiche quotidiane, senza la ricerca sfrenata di un ritorno economico immediato.

È un percorso grazie al quale si inizia a conoscere e a creare una relazione con le Personas.

L’azienda deve, quindi, creare, distribuire e condividere contenuti rilevanti e utili per i propri prospect, in modo da attrarre attenzione, suscitare interesse, costruire relazioni e, infine, stimolare azioni coerenti con i propri valori e obiettivi di business.

Quali sono i passaggi chiave dell’Inbound Marketing?

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I passaggi sono principalmente di 4: attirare, convertire, chiudere e deliziare.

Per ognuna di queste fasi sarà però necessario adattare i contenuti al contesto nel quale si trova il cliente.

1) Attirare

Conosci i bisogni delle tue Personas ed attirale.

Innanzitutto bisogna attrarre le persone giuste, ovvero quelle che hanno più probabilità di diventare contatti; in poche parole, le persone potenzialmente interessate al tuo prodotto o servizio.

Dato che quasi la totalità di utenti che naviga nel web fa ricerche online tramite Google, uno dei modi più rapidi per mettere in atto la metodologia di Inbound Marketing è essere presenti sui motori di ricerca, grazie agli strumenti che Google ci mette a disposizione, quali ad esempio Google Ads, che permette all’azienda di comparire tra i primi risultati a seconda delle parole chiave inserite e del contenuto della landing page che abbiamo impostato.

Lo step successivo: convertire.

2) Convertire

È importante adesso convertire i visitatori in contatti, garantendo loro risposte concrete e soluzioni in linea con i loro bisogni.

Il processo di conversione inizia sempre con una landing page, semplice e accattivante con al suo interno una call to action (CTA), ovvero una chiamata all’azione immediata, che permette ad esempio di poter scaricare gratuitamente un e-book, la demo di un prodotto/servizio e molto altro. Perché è importante raccogliere i dati degli utenti? Perché quanti più dati riesci a raccogliere dai tuoi contatti, tanto più potrai conoscerli e, quindi, coinvolgerli in futuro con i contenuti giusti per loro.

3) Chiudere

Si tratta forse della fase più importante, che in concreto porta un ritorno in termini economici a chi sviluppa la strategia di marketing e comunicazione.

In questa fase chi offre un prodotto o un servizio dovrebbe già avere un’idea chiara delle necessità e degli obiettivi dei potenziali clienti.  Non tutte le persone, infatti, nel momento in cui convertono, sono subito pronte all’acquisto: alcune di loro potrebbero esserlo dopo una settimana, un mese o addirittura un anno. Conseguentemente ci può volere un po’ di tempo affinché dalla fase di conversione si possa passare alla fase di chiusura.

È importante creare un rapporto diretto e duraturo con i potenziali prospect, affinché non si dimentichino del prodotto/servizio, continuando ad interagire con i contenuti di valore pubblicati in modo tale da aumentare il numero di clienti e diminuire i tempi decisionali di acquisto.

4) Deliziare

Il metodo Inbound Marketing non termina con la fase 3.

Risulta fondamentale deliziare i clienti, dando loro un’esperienza utente di valore e rilevante che li incoraggi a diventare dei veri e propri promotori del brand. L’obiettivo di questo nuovo modo di fare marketing, infatti, non è solo quello di convertire i clienti finali, ma ha anche la volontà di mantenere i clienti soddisfatti, offrire informazioni che possano essere utili, prendersi cura di tutti quei contatti raccolti che, anche se magari non diventeranno mai clienti, saranno predisposti positivamente nei confronti dell’azienda, diventando comunque un mezzo di diffusione per la stessa.

È molto più facile vendere qualcos’altro a chi è già tuo cliente, piuttosto che trovarne uno nuovo.

Strumenti e tecniche dell’Inbound Marketing

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L’Inbound Marketing è una metodologia che raggruppa strumenti e tecniche del web marketing (sito web, blog, social media, SEO, adwords, adv, landing page…) con l’obiettivo di portare più visitatori, convertirli in contatti del database, segmentarli in base alle interazioni con i contenuti che vengono presentati nel sito, nei social network e nelle newsletter, per coltivare la relazione (lead nurturing) e trasformarli in clienti prima, influenzatori naturali poi. Questa metodologia permette di coprire ogni passaggio che conduce a trasformare un estraneo in potenziale cliente e, successivamente, in fan della tua azienda.

Per ciascuna delle fasi esistono strumenti diversi, specifici e adatti per ogni necessità. Blog, podcast, video, e-book, newsletter, tecniche di ottimizzazione per i motori di ricerca (tra tutti SEO e SEM), attività di social media e content marketing.

La chiave per riuscire ad attuare una strategia vincente non è quella di limitarsi ad attuare le tecniche elencate in precedenza, ma di coordinarle tra loro, con l’obiettivo ultimo di instaurare relazioni durature con i clienti.

In conclusione…

In questa società, sempre più veloce, dove il web e i canali social influenzano le nostre decisioni quotidiane, i consumatori sono esposti a sempre più informazioni. Questo fenomeno li sta rendendo più istruiti sui prodotti e servizi di loro interesse e sta cambiando anche il loro comportamento di acquisto. Conseguentemente le strategie di marketing e di comunicazione devono mirare a rispondere a questo cambiamento.

Per avere successo nell’Inbound Marketing le aziende devono introdurre un approccio più strutturato nella creazione dei contenuti, nel dialogare con la sua community, inserendo anche strumenti di Marketing Automation per fare lead nurturing e ottimizzare l’esperienza di acquisto dei potenziali clienti e l’esperienza di vendita dei commerciali.